Asier Gogortza
“The embrasure anticipates a relationship between the bunker and the limits of the firing range; the firing slit, like the squint of the exelid, reduces the visual field to a strict minimum, to the target”.
“Defensive architecture is therefore instrumental, existing less in itself than with a view to ?doing? something:
waiting, watching, then acting or, rather, reacting”.
“One of the essential characteristics of the bunker is that it is one of the rare modern monolithic architectures”.
Paul Virilio, Bunker Archeology
CONCRETE LANDSCAPES is a series of images of Asier Gogortza, created to transform old bunkers in photographic cameras.
There are thousands and thousands of concrete bunkers from the second world war scattered throughout the European geography.
After more than 60 years, these obsolete bunkers have been gradually assimilated back into the landscape.
But still they remain, half hidden betwixt the valleys and peaks, vigilant, silent witnesses to a dramatic moment in contemporary history.
The bunker is a war construction designed to look, watch and shoot.
From the small windows one can capture a specific part of the landscape, honing the visual angle into a target range.
Behind the special location of these settlements, which create a complex spider web spanning across the territory,
there is an implicit desire to take over the landscape.
Adapting these assumptions to photographic thinking, this project aims to reuse the bunkers with an artistic purpose; to steal their military connotations and transform them into landscape observatories from where the target is ?fired upon?.
The photographer has used the pinhole technique to convert bunkers into large concrete cameras and take pictures of the concrete landscape that were and are target of the bunkers. Thus, the photographer intends to carry out both intellectual and aesthetic reappropriation of the landscape, which is, in short, the essence of all landscape photography.
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Francesco Capponi
Nasce a Perugia nel 1976. Studia scultura all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia dove si appassiona anche di fotografia.
Nel 2002 si laurea con una tesi sulla Fotografi a a Foro Stenopeico, tecnica nella quale si specializza.
Costruisce macchine fotografiche con i più svariati oggetti, le quali vengono esposte in diverse mostre in Italia e pubblicate anche all’estero.
Si approccia alla fotografia in maniera non convenzionale, sperimentando anche la Polaroid e manipolando la fotografia con risultati particolarmente interessanti. Continua in parallelo a lavorare anche con la scultura. Il suo lavoro si evolve e trova spazio ricercando il punto di fusione tra le due tecniche.
Attualmente vive e lavora a Perugia.
Costruisce macchine fotografiche con i più svariati oggetti, le quali vengono esposte in diverse mostre in Italia e pubblicate anche all’estero.
Si approccia alla fotografia in maniera non convenzionale, sperimentando anche la Polaroid e manipolando la fotografia con risultati particolarmente interessanti. Continua in parallelo a lavorare anche con la scultura. Il suo lavoro si evolve e trova spazio ricercando il punto di fusione tra le due tecniche.
Attualmente vive e lavora a Perugia.
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Gianluca Perrone
Nasce a Bologna il 23 Aprile 1971 e dall’età di 14 anni si appassiona alla fotografia iniziando il suo percorso personale di studio e sperimentazione.
Dopo un lungo periodo di fotografia in piccolo formato approcia al medio e poi grande formato, dedicando anni all’utilizzo di ponhole camera (foro stenopeico). Nel 2004 partecipa al suo primo corso sulle tecniche Fine Art in camera oscura presso il TPW, condotto da Andrea Calabresi, insegnante e artista di fama internazionale. Oltre ad affinare la tecnica cambia completamente la prospettiva fotografica e matura l’ideazione del suo primo progetto fotografico dal titolo “mi ritorna in mente”, progetto ancora in via di sviluppo data la complessa struttura.
Nel 2005 partecipa al secondo corso TPW di stampa Fine Art avanzata e tecniche archival e continua il suo percorso formativo personale lavorando ad un secondo progetto dal titolo “visioni stenopeiche”. All’interno del processo formativo e di perfezionamento delle tecniche di ripresa, sviluppo e stampa, cresce una diversa percezione dell’immagine e nascono numerosi progetti fotografici aperti, da “ricordi in scatola” a “ex campi sportivi”, sviluppando alternativamente pinhole camera e banco ottico; parallelamente a raccolte realizzate con land camera polaroid.
Aperto e sensibile agli stimoli rimane radicato ad una concezione antica della fotografia in cui la cattura dell’immagine non è finalizzata a se stessa ma risulta espressione di tutte le componenti che caratterizzano l’evento; la misurazione della luce, la scelta dello strumento di presa dell’immagine; la scelta della pellicola, la stampa su carta; la chimica e la tecnica, alla base di un buon risultato finale.
Dopo un lungo periodo di fotografia in piccolo formato approcia al medio e poi grande formato, dedicando anni all’utilizzo di ponhole camera (foro stenopeico). Nel 2004 partecipa al suo primo corso sulle tecniche Fine Art in camera oscura presso il TPW, condotto da Andrea Calabresi, insegnante e artista di fama internazionale. Oltre ad affinare la tecnica cambia completamente la prospettiva fotografica e matura l’ideazione del suo primo progetto fotografico dal titolo “mi ritorna in mente”, progetto ancora in via di sviluppo data la complessa struttura.
Nel 2005 partecipa al secondo corso TPW di stampa Fine Art avanzata e tecniche archival e continua il suo percorso formativo personale lavorando ad un secondo progetto dal titolo “visioni stenopeiche”. All’interno del processo formativo e di perfezionamento delle tecniche di ripresa, sviluppo e stampa, cresce una diversa percezione dell’immagine e nascono numerosi progetti fotografici aperti, da “ricordi in scatola” a “ex campi sportivi”, sviluppando alternativamente pinhole camera e banco ottico; parallelamente a raccolte realizzate con land camera polaroid.
Aperto e sensibile agli stimoli rimane radicato ad una concezione antica della fotografia in cui la cattura dell’immagine non è finalizzata a se stessa ma risulta espressione di tutte le componenti che caratterizzano l’evento; la misurazione della luce, la scelta dello strumento di presa dell’immagine; la scelta della pellicola, la stampa su carta; la chimica e la tecnica, alla base di un buon risultato finale.
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Jeremy Cherfas
Made his first pinhole camera at the age of about 11. He has recently rediscovered the magic and surprise of taking pictures with minimal technology. He lives and works in Rome.
The pictures are of The Gardens at Ninfa, Sunflowers near Aquapendente, And two of Dawn over Cairo.
The pictures are of The Gardens at Ninfa, Sunflowers near Aquapendente, And two of Dawn over Cairo.
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Luca Baldassari
Nato a Roma nel 72. Diplomato presso Istituto di Stato per il Cine e TV “R. Rossellini” sez. fotografia anno 1993. Non so dire molto sulla mia filosofia diciamo che è ancora in via di definizione, ma a dir la verità credo che non riuscirò mai bene a definirla. Uso prevalentemente la tecnica del foro stenopeico, che utilizzo da oltre 20 anni, le macchine e fori sono creati artigianalmente da me, questo è uno dei motivi per cui voglio usare questa tecnica mi permette di costruire il mio spazio visivo/fotografico in tutta libertà e poter usare tutti i materiali sensibili dalla carta alla polaroid/fuji al digitale. Mi permette inoltre di usare tempi d'esposizione lunghi e vedere le cose/la vita da un punto di vista altro, differente, con tempi diversi mi concedo tempo per capire meglio per pensare. Il tema comune delle mie foto è il viaggio, le foto le utilizzo come appunti per la memoria. Al ritorno dai miei viaggi rielaboro le idee cercando un progetto comune che leghi le immagini.
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Lucy Clink
Was born in the U.S.A .
She received A B.F.A in painting and printmaking from James Madison University in 1977.
She continued her studies in photography at Virginia Commonwealth University in Richmond and then attended the Tyler school of Art in Philadelphia for two years. She finished with an M.F.A. in printmaking in 1982.
She lives and works in Rome. She has shown her work in numerous group as well as one-person shows in the U.S and Italy.
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Samuele Piccoli
Samuele Piccoli nasce a Pistoia il 27 settembre del 1979. Figlio unico, è sempre vissuto a Pistoia dove frequenta tutto il ciclo di studi fino a diplomarsi nel 1998 presso l’istituto tecnico industriale “Silvano Fedi” come perito meccanico.
La passione per la fotografia nasce a 18 anni quando riceve in dono la prima macchina fotografica reflex completamente manuale. Il vero salto di qualità lo si puņ ricondurre solo quando lega in amicizia con Filippo Basetti, fotografo ed artista poliedrico.
E’ da autodidatta però che comincia la sperimentazione di nuove tecniche per l’acquisizione delle immagini. Convinto com’è che la semplicità del mezzo giovi alla creatività, decide di affrontare una strada controcorrente, e guardando al passato, comincia a dedicarsi quasi esclusivamente alla fotografia a foro stenopeico, costruendosi delle semplici scatole di cartone con le quali restituisce immagini dal sapore antico e dimenticato.
Violatore di ogni sacralità fotografica, sperimentatore e non amante delle definizioni, ama aggiungere elementi esterni puramente pittorici, collage, tratti, pennellate, creando immagini a cavallo fra pittura e fotografia, pittorialismo e modernismo.
La sua prima mostra personale presso la Galleria d'arte “Borgo degli artisti” di Bagni di Lucca, riassume perfettamente il suo modo di concepire la fotografia esponendo due diverse serie di realizzazioni, frutto entrambe di un lungo periodo di sperimentazione e ricerca.
Fotografie Stenopeiche
Una mostra di fotografie realizzate senza macchina fotografica. Si presenta così Samuele Piccoli in questa sua prima mostra personale dedicata alla fotografia a foro stenopeico. Sono bastate delle semplici scatole di cartone o di legno, costruite intorno ad un piccolo foro, per realizzare foto dal carattere unico, rese ancora più uniche dalla stampa su carta per acquarello. Un ritorno alle origini, ed una ricerca nella materia, per donare nuova linfa, ma soprattutto un sapore inconfondibile, a paesaggi e situazioni comuni facili vittime della consuetudine.
La passione per la fotografia nasce a 18 anni quando riceve in dono la prima macchina fotografica reflex completamente manuale. Il vero salto di qualità lo si puņ ricondurre solo quando lega in amicizia con Filippo Basetti, fotografo ed artista poliedrico.
E’ da autodidatta però che comincia la sperimentazione di nuove tecniche per l’acquisizione delle immagini. Convinto com’è che la semplicità del mezzo giovi alla creatività, decide di affrontare una strada controcorrente, e guardando al passato, comincia a dedicarsi quasi esclusivamente alla fotografia a foro stenopeico, costruendosi delle semplici scatole di cartone con le quali restituisce immagini dal sapore antico e dimenticato.
Violatore di ogni sacralità fotografica, sperimentatore e non amante delle definizioni, ama aggiungere elementi esterni puramente pittorici, collage, tratti, pennellate, creando immagini a cavallo fra pittura e fotografia, pittorialismo e modernismo.
La sua prima mostra personale presso la Galleria d'arte “Borgo degli artisti” di Bagni di Lucca, riassume perfettamente il suo modo di concepire la fotografia esponendo due diverse serie di realizzazioni, frutto entrambe di un lungo periodo di sperimentazione e ricerca.
Fotografie Stenopeiche
Una mostra di fotografie realizzate senza macchina fotografica. Si presenta così Samuele Piccoli in questa sua prima mostra personale dedicata alla fotografia a foro stenopeico. Sono bastate delle semplici scatole di cartone o di legno, costruite intorno ad un piccolo foro, per realizzare foto dal carattere unico, rese ancora più uniche dalla stampa su carta per acquarello. Un ritorno alle origini, ed una ricerca nella materia, per donare nuova linfa, ma soprattutto un sapore inconfondibile, a paesaggi e situazioni comuni facili vittime della consuetudine.
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